Vivai Salvatore Russo Randazzo

Xylella : FS17 ” FAVOLOSA ” manifesta resistenza al batterio.

Vivaio Russo Salvatore,  rivenditore autorizato nelle zone di: Lecce, Brindisi, Sicilia, Calabria e Sardegna. Per info contattaci.

La CV. FS 17 Favolosa presenta peculiari caratteristiche:

  • vigoria contenuta con possibilità di realizzazione di impianti ad alta densità, precocità di entrata in produzione con fruttificazione dal 2° anno di impianto, formazione di nuovi rami con tendenza produttiva generalizzata; anticipo di inolizione di circa un mese rispetto al “Frantoio” con resa superiore del 2-3%.
    Ampia adattabilità a differenti situazioni pedoclimatiche, a condizione di disporre di adeguata disponibilità idrica.

Caratteristiche:

  • Pianta Vigoria: debole
  • Portamento: pendulo Foglia
  • Forma: ellittica
  • Curvatura: piana
  • Dimensioni: medie
  • Colore pagina sup.: grigio verde Mignola
  • Struttura: corta e compatta
  • Forma: paniculata espiciforme
  • Fiori medi per Mignola: 17
  • Frutto Colore alla maturazione: rosso vinoso
  • Forma: sferica
  • Umbone: assente
  • Peso medio: 2.5-4 g
  • Rapporto polpa/nocciolo: 9
  • Endocarpo Forma: ovoidale
  • Simmetria: leg. asimmetrica
  • Superficie: rugosa Peso: medio
  • Caratteristiche biologiche
  • Capacità rizogena: alta
  • Compatibilità: autocompatibile
  • Aborto ovarico: basso
  • Epoca fioritura: media
  • Epoca maturazione: precoce
  • Resistenza a fattori abiotici
  • Resistenza al freddo: media
  • Stress idrico: media
  • Resistenza ai parassiti
  • Occhio di pavone: media
  • Rogna: medio-alta
  • Caratteri tecnologici
  • Entrata in produzione: precoce
  • Produttività: alta Produzione: costante
  • Resa al frantoio: alta
  • Distacco polpa/nocciolo: agevole
  • Forza del distacco del frutto: medio – bassa
  • PARAMETRI QUALITATIVI Acido oleico: > 75 %
  • Contenuto in polifenoli: medio – alto
  • Caratteristiche dell’olio: Elevato tenore di sostanze volatili che lo rendono gradevolmente fruttato.

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Alberi da Frutto

Troverete numerose varietà di alberi da frutto in vasoda o semplicemente in fitocella come:

Agrumi, Albicocchi, Asimine, Castagni, Ciliegi, Fichi, Fragole, Nespolo, Noci, Noccioli, Mandorle, Pistacchio

Gli alberi da frutto sono disponibili in varie dimensioni, adatte per ogni tipologia giardino. Potete scegliere tra alberi ad alto fusto con un’ altezza di 1,60-1,80 m, alberi a medio fusto (1,0-1,20 m), a basso fusto (0,8-1,0 m), alberi a cespuglio (0,4-0,6 m) oppure cespugli a fuso (0,4-0,6 m), che sono adatti per piccoli giardini e per giardini a schiera.

Periodo di piantumazione
Il periodo ideale per la piantumazione è tra ottobre e metà aprile. Solo peschi e albicocchi dovrebbero essere piantati da marzo in poi.

Varietà di alberi che si autoimpollinano
Alcuni tipi di alberi si autoimpollinano; altri, invece, hanno bisogno di un distributore pollinico nelle vicinanze. Un albero singolo in un giardino dovrebbe quindi autoimpollinarsi.

Periodo di raccolta principale
Indicazione: il periodo principale di raccolta di molti frutti è l’estate. Alcuni tipi possono essere raccolti nel giro di 14 giorni, altri nel giro di un mese.

Distanza dal confine del terreno
Si raccomanda di fare il buco per la piantumazione mantenendo una distanza di 5 m dal confine del vicino, per evitare questioni circa la caduta dei frutti e la perdita delle foglie.

Scavare la buca per la piantumazione
Prima della piantumazione scavare profondamente con la vanga una superficie di min. 2 mq. La buca deve essere almeno 1,5 volte il diametro del pane di terra ed essere profonda min. 50 cm

Evitare ristagni di acqua
I ristagni d’acqua devono essere evitati. Annaffiare gli arbusti senza pane per qualche ora prima della piantumazione. Annaffiare abbondantemente le piante in container.

Irrigazione
In seguito irrigare l’area della piantumazione con due annaffiatoi d’acqua. Un terrapieno rende più facile l’irrigazione.

Per ulteriori chiarimenti non esitare a contattarci.

Vuoi acquistare delle piante di olivo?

Scegli tra le numerose varietà di olivi nostra produzione come:

  • Biancolilla,
  • Nocellara del Belice,
  • Nocellara etnea,
  • Santagatese,
  • Minuta,
  • Nocellara Messinese,
  • Ogliarola Messinese,
  • Tonda Iblea,
  • Verdello,
  • Brandofino,
  • Buscionetto Carolea,
  • Calamignara,
  • Cerasuola,
  • Giarraffa,
  • Mandanici,
  • Moresca.

Coltivazione dell’olivo – olivicoltura
La pianta di olivo, che predilige i climi temperato-caldi, si caratterizza per l’elevata esigenza di illuminazione. Questo fattore è da tenere in considerazione al momento della scelta delle forme di allevamento e di potatura di produzione.
L’olivo si adatta a tutti i tipi di terreno anche se fortemente calcarei ; resiste fino al 20% di calcare attivo, purché non vi siano ristagni idrici. I limiti geografici della coltura sono determinati dalla. scarsa resistenza del!’olivo al freddo e dalla eccessiva siccità. Il limite altimetrico è, invece, abbastanza variabile, sia in relazione alla latitudine, che alle condizioni climatiche locali in cui viene coltivato. Una volta individuata la cultivar e la zona in cui effettuare l’impianto, le operazioni da svolgere per la sistemazione del terreno sono:

Tecniche coltivazione olivo

  • Livellamento del terreno
  • Concimazione di fondo eseguita contemporaneamente allo scasso
  • Scasso totale o rippatura da effettuare in estate alla profondità di 80-100 cm
  • Sistemazione di una rete di drenaggio alla profondità di 80 cm
  • Lavorazione superficiale di affinamento del terreno prima della messa a dimora delle piante
  • Squadro e piantagione degli alberi

Impianto

Di norma le piante che provengono dal vivaio, sono state allevate in contenitore. Questa peculiarità favorisce il loro attecchimento, non richiedendo particolari cure al momento della realizzazione dell’oliveto.
L’operazione di impianto ha inizio con la collocazione di un palo (tutore) e la messa a dimora della pianta nella buca precedentemente preparata. E’ buona norma mantenere la pianta verticale e interrarla ad una profondità leggermente superiore a quella che aveva in vivaio.Quindi riempire la buca con terreno finemente frantumato e asciutto. Per completare la riuscita dell’attecchimento sono necessarie 2 – 3 irrigazioni localizzate.

L’impianto può essere eseguito a partire dal periodo autunnale (nelle zone più calde) fino a poco prima della ripresa vegetativa (marzo). Ciò consentirà di sfuggire ai frequenti abbassamenti termici primaverili. Una volta messa a dimora la pianta di olivo non va abbandonata a se stessa, ma dovrà, invece, ricevere le cure colturali necessarie per favorire la crescita e la rapida messa a frutto. Negli impianti eseguiti in zone ventose è necessario proteggere le piante con adeguati frangivento.

Per qualsiasi dubbio o chiarimento non esitare a contattarci.

Riproduzione piante mediante tecnica di Micropropagazione.

Piante riprodotte in laboratorio mediante tecnica di micropropagazione, rilasciate con certificazione dell’apparato radicale esente da  ogni  virus .

La micropropagazione
ha inizio con la selezione del materiale vegetale che deve essere propagato. La scelta e pulizia dei materiali vegetali di partenza che siano esenti da virus e funghi sono importanti per la produzione di piante sane. Spesso le piante di partenza sono testate per determinare se sono pulite e prive di virus

 

Moltiplicazione
Plantule di banano trasferite su substrato intermedio di Vermiculite e terriccio, dal letto sterile di germinazione. Il procedimento è effettuato per ambientare le piante al terriccio, (composizione fisica e chimica). Dopo un breve periodo le piante sono trasferite in campo.

Nella fase di moltiplicazione la piccola porzione di tessuto vegetale, a volte solo una singola cellula, viene posta su un terreno di coltura, di solito contenente saccarosio come fonte di energia e Citochinine, che fanno sì che la gemma si schiuda originando un germoglio. Dalle gemme ascellari di tale germoglio si svilupperanno altri germogli originando un cluster. Di solito il terreno di coltura è addensato con agar per creare un gel che supporti l’espianto durante la crescita.

Alcune piante sono facilmente coltivate su supporti semplici, ma altri richiedono supporti più complicati per la crescita, alcuni media includono vitamine, minerali e aminoacidi. Il mezzo è sterilizzato durante la preparazione per prevenire la contaminazione da funghi e batteri, che possono superare e soffocare l’espianto di crescita. Autoclavi e sterilizzazione per filtrazione sono usati per rimuovere i contaminanti potenziali. Su piccola scala di produzione è spesso utilizzata una pentola a pressione.

Radicazione
È lo stadio in cui si ha l’induzione e lo sviluppo di radici avventizie alla base del germogli. La formazione delle radici può essere facilitata dall’uso di un mezzo colturale con ridotte quantità di sali minerali e zuccheri, scarsità o assenza di citochinine e in particolar modo dalle auxine in concentrazione variabile dagli 0,01 alle 10 p.p.m. Le auxine più frequentemente impiegate sono IBA(acido indolbutirrico) e IAA (Acido indol-3-acetico). Questa fase ha una durata estremamente variabile, nelle specie modello dura mediamente dalle 3 alle 5 settimane, nelle recalcitranti ha invece una durata decisamente maggiore.

Ambientamento
Se si è sviluppato un buon apparato radicale, la piantina è pronta per la fase di acclimatazione e può essere trasferita in terra. Questa fase ha inizio con il trasferimento della piantina dall’ambiente in vitro a quello in vivo, in vasetti con torba e perlite, che garantiscono buona ritenzione idrica. L’acclimatazione è una fase delicatissima, in quanto la piantina passo dall’eterotrofia all’autotrofia. L’evoluzione verso l’autotrofia avviene tramite riduzione dell’umidità, aumento dell’intensità della luce. Nelle 2-4 settimane necessarie per l’acclimatazione le piantine producono nuove foglie, più adatte al nuovo ambiente. I passaggi successivi prevedono la coltura in serra e in pieno campo.